dalla rivista Diana, anno 2015

“Da quarant’anni, a Brescia, in quel di Marcheno, in quella Val Trompia che, a solo nominarla, senti odore di polvere da sparo e olio per armi, c’è una piccola ma solida azienda, la Falco Armi. Il nome è ben conosciuto dai cacciatori, perché i basculanti prodotti tra quelle mura, sono entrati in molti armadi dei cacciatori italiani. Sicuramente in parecchi di quelli dei capannisti, perché quest’azienda, pur avendo a catalogo doppiette e sovrapposti nei calibri maggiori, vantando anche prodotti di pregio come le linee Airone e Number One, è indissolubilmente legato ai
piccoli calibri e alla tradizione della caccia da capanno. Non per niente la sede è a due passi da quella Val Sabbia dove i roccoli e i capanni con i richiami vivi hanno avuto origine nella
notte dei tempi. La Falco produce ottimi monocanna, doppiette e sovrapposti in due linee, standard e lusso. La prima caratterizzata da linee essenziali e pochi fronzoli, la seconda con legni superiori, incisioni e materiali di pregio. La funzionalità resta identica, cambia solo l’estetica.

Avrebbero potuto chiamarlo così,
schiocco di dita oppure battito
di mani, perché questo è il rumore
che sentiamo quando spariamo
con il calibro 6 mm

Ma veniamo al nostro calibro miracoloso. La silenziosità nella caccia da capanno è tutto, permette di non disturbare eventuali animali appoggiati nelle vicinanze del capanno e di non interrompere il canto dei richiami. Per questo l’idea di realizzare armi in un calibro inferiore al già piccolo 8 mm.”

E prosegue l’articolo scritto sulla rivista Diana a cura della Redazione che nel 2015 documentava il brevetto Centrale 6mm Falco.

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